LA CENTRALE
"L’intuizione è un bersaglio che la freccia colpisce sempre per caso, sebbene mai per errore"

La storia

Fu l’ingegnere Aristide Zenari, capo del Regio Ufficio del Governo Civile, ad averla. Chiamato a realizzare una strada che finalmente collegasse i paesi di Andreis, Barcis, Claut, Cimolais ed Erto con la pianura, si rese presto conto che la forra del Cellina era perfetta per un uso idroelettrico. Il progetto che ideò era imponente e includeva una diga a Rugo Valfredda, lo scavo in roccia di un canale lungo 4 chilometri, 3 gallerie e 57 ponti canale, oltre la realizzazione di tre centrali: a Malnisio, Giais e Partidor. I lavori iniziarono nel 1900, sotto la direzione di Zenari e dell’ingegnere Antonio Pitter, per la parte elettromeccanica. Terminarono cinque anni dopo, grazie all’impegno di oltre duemila persone, tra minatori, scalpellini, muratori, carpentieri, scariolanti e donne portatrici. Nel maggio del 1905, piazza San Marco a Venezia si illuminò per la prima volta di luce elettrica, perché, a cento chilometri di distanza, la Centrale era finalmente entrata in funzione. E continuò a funzionare, alimentando lo sviluppo delle attività friulane e venete, fino al 1988, quando venne infine dismessa. Da quel momento è iniziato un lungo riposo, terminato nel 2006 con il suo recupero e la nascita del polo museale. Oggi la Centrale è uno splendido esempio di archeologia industriale. Nelle sue sale custodisce ancora i macchinari originali, incluse magnifiche turbine tipo “Francis” Riva-Monneret. La testimonianza di un Paese che cambia finalmente restituita alla comunità.